Gennaio 2007


Ci hanno deliziato con foto incredibili, ci hanno emozionato con i loro racconti … ma chi sono questi nostri piccoli grandi eroi?

Oggi possiamo vederli finalmente in faccia, clickate su “more” e lo scoprirete …

(more…)

FEDERICA

La sera prima della partenza e dopo una pasta alla puttanesca mi siedo davanti al pc per scrivere solo alcune pensieri che mi ronzano nella testa da qualche giorno.

E’ stato un bel viaggio ……. Una natura maestosa, il forte rumore del vento il mutare del ghiaccio sotto i tuoi piedi e lei Madre Natura che determina il corso degli eventi al di là di qualsiasi nostro sogno programma o convinzione.

Ho osservato nei climbers l’arte dell’attesa del pazientare e della amara rinuncia e negli argentini mitezza tranquillità mista a saggia lentezza….. che grande insegnamento.

La vita in gruppo lontano dalle comodità tra stanchezza e a volte un po’ di fame non è stata sempre semplice ma predominante è la volontà di trascorrere delle belle settimane accomunati da una grande passione la montagna.

Un fratello e una sorella amici da molto tempo altri poco più che conoscenti questi gli 8 portiti tre settimane ma che cosa siamo diventati?

Un buon gruppo a volte un po’ disgregato ma per esigenze diverse e ci lasciamo con il pensiero che ci potrebbe essere una seconda volta in un altro angolo di mondo.

Questa per me la Patagonia.


GIULIO 

Non tutti riescono a scrivere l’emozioni che provano, io sono di quelli. Posso solo dire, che questa mia seconda spedizione in terra Patagonica ho provato delle nuove emozioni, condividendo piccoli spazi con un gruppo che a saputo sopportare il mio carattere pesante. Siamo partiti con degli obbiettivi da raggiungere e grazie alla nostra volontà e determinazione ci siamo riusciti. Non dimenticherò mai il passo Marconi e il Cerro Solo. Il tempo a volte la fa da padrone e non puoi farci niente, bisogna solo accettare e pensare che non bisogna avere tutto dalla vita. Questi posti mi fanno star bene dentro perchè la tranquillità di questa gente me lo trasmette, concludo, pensando gia una nuova esperienza e perchè no, tutti assieme, vi ringrazio Giulio.


LUCA 

Posso certamente dire che di questo posto ne sentirò subito la mancanza. La cosa che odiavo di più quando sono arrivato a El Chalten era il vento, adesso invece mi piace, è caratteristico. In paese muove le foglie sugli alberi creando un rumore che interrompe la quiete ma ti fa compagnia, alza rapidamente la sabbia che si disperde nell’aria, se poi osservi il cielo ti meravigli, il vento le spinge, le frammenta, le ingrossa, le alza, le abbassa, le allunga continuando a inventare nuvole spettacolari. In montagna invece il vento fa un rumore spaventoso, lo senti urlare sui passi anche da molto lontano, alza violentemente la neve dalle creste ma ti meravigli quando ti prende, ti scuote, ti sposta e continua continua continua a soffiare; allora gli occhi si aprono meno possibile, cerchi di proteggerti raggomitolandoti, e la testa è sempre più frastornata. Pian piano cammino e penso alle nuvole.

È stata un’avventura ma ancor più un’esperienza importante, conoscere questo posto e passare molto tempo con delle persone uniche.

Un particolare grazie a tutte le persone che mi conoscono e mi vogliono bene.


ANDREA 

Un’avventura fantastica, nonostante non abbia raggiunto gli obiettivi prefissatimi, un’esperienza sicuramente da ripetere, magari con un pizzico di fortuna in più, per riuscire finalmente a realizzare questo mio grande sogno. Questa esperienza mi è servita molto, perchè mi ha dato nuovi stimoli per affrontare nuove esperienze con maggior grinta e determinazione.

per quanto riguarda i miei compagni di avventura? 25 giorni a stretto contatto con altri 5 uomini e due ragazze di cui una mia sorella penso sia stato a volte più duro delle sveglie a mezzanotte, delle notti passate in tenda, del vento, del mal di stomaco, dei pesantissimi zaini…forse scalare il Cerro Torre sarebbe stato più facile… insomma chi mi conosce sa che sono un pò orso…a parte gli scherzi, ringrazio tutti i miei compagni di avventura poiché questa esperienza mi rimarrà nel cuore anche per merito loro.

Ringrazio le persone che mi sono vicine, che mi hanno fatto appassionare ed amare la montagna, che mi spingono a fare sempre quello in cui credo e mi supportano nei momenti più difficili….un ultimo ringraziamento a tutti quelli che ci hanno seguito e supportato attraverso il sito..

Per finire chiedo pubblicamente a mia mamma se mi prepara una brioches almeno per il girono che torno… .ciao a tutti Andrea


ALBERTO 

Non è facile condensare in poche righe tutte le avventure, le impressioni e le emozioni sperimentate in queste tre settimane. Per me era il primo viaggio fuori Europa (ho dovuto fare appositamente il passaporto che non avevo ancora), nonché la prima esperienza di questo genere: infatti, anche se mi era spesso capitato di passare dei week end anche all’estero (specialmente in Svizzera con l’amico Giulio…) per andare in montagna, non avevo mai passato un periodo così lungo dedicandomi al mio hobby preferito.

Quest’avventura indubbiamente è stata bellissima, sia per i luoghi visitati, così diversi dai miei, sia per il contatto con modi di vita del tutto estranei a quelli a cui siamo abituati in Italia. In particolare rimarranno sempre impressi nella mia memoria i paesaggi di qui, con ghiacciai enormi che arrivano alla quota dei paesi (cosa purtroppo da noi impensabile…), boschi e distese disabitate che si estendono per chilometri e chilometri. E certo non dimenticherò, nelle mie future gite in montagna, il clima così difficile di qui, sperimentato in notti come quella trascorsa al passo Marconi.

Comunque dopo tre settimane passate a scarpinare in lungo ed in largo, da comodi sentieri nei boschi di faggio, ad ardui passaggi cercando la strada in mezzo ai seracchi, devo ammettere che anche il ritorno a casa ed un po’ di riposo non mi pesano. Del resto so già che tra una settimana, magari ritornato a Milano, rimpiangerò amaramente le passeggiate fatte qui ed il modo di vivere così rilassato.

L’ultimo pensiero prima di concludere lo rivolgo alle persone che mi hanno accompagnato in quest’esperienza; non è facile, quando si vive a stretto contatto con qualcuno per molto tempo, conservare sempre un buon rapporto ed il buon umore: eppure nel nostro caso, a parte qualche piccolo screzio, inevitabile in situazioni simili, tutto è filato abbastanza liscio, e direi che mi reputo soddisfatto di come sono andati i rapporti all’interno del gruppo.

Quindi, facendo un bilancio di questo viaggio, oserei dire che tutto è andato al meglio, e mi auguro che ci saranno tante altre occasioni per vivere esperienze del genere.


PAOLO 

Ringrazio tutti, dagli amici trovati in questa esperienza, a quelli che mi sopportano a casa. Le esperienze di vivere emozioni, tensioni, decisioni, paure sono la parte importante nell’essere uomini, sono sensazioni che se non ci fossero le andremmo a creare e seguiteremmo a ricreare situazioni per poterle vivere.

Penso proprio che in questa avventura vinca la convivenza di un gruppo di persone, Giulio, Andrea, Alberto, Federica, Ilaria e i miei due compagni che ho potuto conoscere ed apprezzare, Demis e Luca, a cui debbo un grande grazie per tutto quello che abbiamo realizzato.

Comunque dico sempre che uomo è l’unico essere animale che riesce ad adattarsi a qualsiasi situazione, e questo per me è la sfida della nostra vita.


DEMIS 

Eccomi qua, ormai questa avventura si è conclusa!

Finalmente ho potuto visitare questo mondo fatto di gigantesche guglie di granito slanciate verso il cielo, ho potuto ammirare il Fitz Roy e il Cerro Torre non più da pagine di riviste e con l’incredulità di un bimbo le ho potute toccare con mano.

Ho imparato molto in questa terra così lontana da casa. Le montagne qua sono severe, devi essere sempre pronto perché non concedono molto, per una volta siamo anche riusciti a cogliere questo momento e lo abbiamo saputo sfruttare, la salita al Fitz Roy sarà per sempre impressa dentro di me, l’emozione di passare una notte sulla sua cumbre, quelle emozioni provate la su, possono solo essere immaginate da chi non le ha provate in prima persona, ed è veramente difficile anche descriverle. La convivenza con altre persone per 3 settimane a volte come nei migliori matrimoni è stata dura, ma non potrei immaginare compagni migliori, con Paolo (Trota) è stato quasi ci conoscessimo da sempre, uno sguardo poche parole e sapevamo tutto l’uno dell’altro, la luce che ha negli occhi trasmette serenità e su queste pareti è importante. Luca il piccolo è stato veramente grande, ha dimostrato sempre di essere all’altezza di ogni cosa, sempre pronto a dare una mano, non ha mai mollato un attimo, sono contento di avergli chiesto di affrontare questa avventura con me. Il gruppo Trekking sempre pronto a dare una mano per gli spostamenti, a dare parole di incoraggiamento, Giulio con la sua esuberanza ha tenuto sempre tutti pronti, Alberto è instancabile, lui quando occorre c’è sempre, si può sempre fare affidamento su di lui. Le donne hanno dato al gruppo quella giusta miscela di calore umano che a volte è molto importante. Andre è l’inseparabile compagno di avventura, una delle cose che mi spiace di più è il non esser riuscito a salire con lui su una di queste pareti, ma mi sono ripromesso che quando tornerò da queste parti gli chiederò come sempre di accompagnarmi.

Il Torre: con lui ho un conto in sospeso, è uno dei miei sogni alpinistici da sempre, in questi giorni ho fatto la sua conoscenza, ho potuto guardarlo ben bene da vicino, mi ha dato la sensazione di conoscerlo da sempre è stato veramente bello. Ho capito che la prossima volta che verrò qua e so che sarà molto presto io su quella cumbre arriverò.

Vorrei in queste righe, ringraziare la mia famiglia che ha capito quanto per me questa avventura era importante, quanto la montagna è parte di me, grazie di sostenere sempre le mie decisioni i miei bisogni, grazie ALE, MIMMA e PIA, grazie ai miei genitori che pur non condividendo fino in fondo la mia scelta di partire avendo avuto una figlia da un mese, hanno saputo comprendere, grazie a mio fratello per l’aiuto che ci ha dato stando a casa e la prossima volta spero sarà dei nostri. Un sincero grazie, sperando di non aver deluso agli sponsor che hanno creduto in noi e nella nostra voglia di mettersi in gioco, grazie Ferruccio che oltre alla fiducia dell’amicizia mi hai dato fiducia come alpinista, grazie a Paolo che ci ha concesso di essere lontani dal lavoro per un mese intero, e ha capito quanto era importante per me questa cosa. In fine un grazie a tutti quelli che in questi giorni ci hanno seguito, ci hanno incoraggiato e ci hanno fatto sentire vicini a casa.


ILARIA 

Che dire?! Io mi sono aggregata a questo gruppo di matti un po’ casualmente. Era ottobre quando mi è stato proposto. Grandi impegni per gennaio non ne avevo. Decidere di partire però non è stato facile; ho chiesto ad amici e parenti cosa ne pensassero di questo viaggio, se fosse il caso di partire o di attendere una prossima occasione. Ovviamente non ho ascoltato né i miei, né Patrizia e come spesso accade ho fatto di testa mia! Son partita. E son felicissima di averlo fatto. Un’esperienza nuova, due intense settimane dedicate alla montagna, mia passione sì ma mai fino a questo punto. Orizzonti infiniti e irraggiungibili, paesaggi meravigliosi, per i quali non bastano due occhi per guardarli (citando l’amico Gabriel, argentino) hanno caratterizzato questi giorni. Il gruppo di climber e trekker non ha fatto altro che completare il quadro. I ricordi sono molteplici, tutti positivi. L’adrenalina è salita a mille in più occasioni, quella che merita di essere citata è la notte in tenda al Passo Marconi, con pioggia ma soprattutto vento a 150 km/h; il ruolo svolto dal gruppo in quell’occasione è stato fondamentale, uniti e relativamente tranquilli condividevamo un’esperienza che rimarrà per tutti una parentesi difficile di una escursione in montagna indimenticabile.

La terza settimana, trascorsa in compagnia di Federica in terra cilena, ad un passo dalla terra del Fuego, è stata sinceramente un toccasana. Paesaggi diversi, mare, cormorani, cigni dal collo nero, leoni marini, struzzi e migliaia di pinguini hanno dato alla vacanza quel pizzico di frizzantino in più.

Un pensiero, mi permetto di aggiungerlo, va ad Alessandro, il mio supporter di fiducia non solo nel viaggio!


SI RINGRAZIANO: 

Assicurazioni GENERALI agenzia di Tione di Trento, Impresa EDILCOM srl di Zuclo (TN), Impresa MARTINATTI SILVIO srl di Arco, CAFFE’ 900 Tione di Trento, FIORE DELLO SPORTIVO Pinzolo (TN),BONI GIULIO di Tione di Trento, MONTURA TASCI di Rovereto (TN), LA SPORTIVA di Ziano di Fiemme (TN) e GOBBI SPORT di Arco (TN);

Giornata passata a preparare i sacconi a comprare le ultime cose le ultime cartoline e cena a casa di Miguel, padrone della nostra reggia, con la solita pasta alla puttanesca cucinata sempre dal nostro Giulio

Altre bellissime foto del 23 - 24 - 25 - 26 - 27 gennaio.

Sogno Verticale Photo Gallery.

Ciao!!

Anche questa mattina l’alzata è alle 5.30 con Demis che è tutta notte sopra il vater con problemi di influenza intestinale, ormai passata da tutti uno dopo l’altro,  partendo dal nostro Andrea, si beve un caffè due biscotti e si parte, giornata che si presenta stupenda all’inizio, si vede il Torre ed il Fitz, illuminati dal sole appena sorto, ma arrivati nelle vicinanze del campo De Agostini le nuvole che provengono dallo Hielo Continental iniziano ad avvolgere  il Cerro Torre  e poi il Fitz, si affronta la solita tirolesa per superare il fiume che esce dal lago del Torre, si percorre la solita “schiena d’asino” per raggiungere il bivio che dovrebbe portare sul sentiero per salire a Cerro Solo. La prima parte di sentiero è uno zic zac nella vegetazione poi si deve attraversare il torrente per portarsi su sentiero che si inerpica sempre più su ghiaioni e pietre instabili, la traccia di questa parte di sentiero non è proprio evidente, ma si riesce ad individuare un passaggio che alle 10,00 ci fa raggiungere il ghiacciaio pensile della cima, dell’ultimo terzo della salita. Si affronta il pendio che è ricoperto da molta neve, questa per fortuna non fa sprofondare più di tanto, si arriva sotto delle roccette e con un traverso sul pendio di 200 m sotto un seracco pensile ci fa raggiungere una parte di scivolo di 150 m che porta sulla cresta finale. E qui Giulio prende il comando delle cordate e le conduce a conquistare la cima alle ore 12,20. Il panorama dalla cima è spettacolare anche se la coltre nuvolosa ormai a ricoperto ogni porzione di cielo, in lontana si scorgono le case di El Chalten, e ci si rende conto della strada percorsa, quasi 15 km con un dislivello di 1800m. La salita a questa cima è stata voluta fortemente da tutti i componenti del gruppo sia trekker che arrampicatori anche se un po’ provati dai virus intestinali e dalla stanchezza degli ultimi giorni, per poter passare uno degli ultimi giorni tutti assieme. Il rientro si fa meno pesante del previsto e alle 17,20 siamo di nuovo alla nostra dimora in El Chalten, dove ci aspetta una doccia e per alcuni un’incontro con la tazza del vater. Trota e Demis decidono di farsi un risottino in bianco mentre il resto del gruppo esce a cena, alle 22,30 al rientro abbiamo la sorpresa di trovare ad aspettarci a casa Federica e Ilaria, dopo i racconti degli ultimi giorni passati a distanza, tutti raggiungono i rispettivi letti, stanchi ma contenti dell’esperienza fatta.

Sveglia a ore indecenti chi più chi meno, l’ultimo dei sei si è alzato alle 11.20 ma come sempre ha trovato brioches fresche recuperate dal solito Giulio.

Il resto della giornata passa  tra il riposo, l’inserimento di nuove foto e la creazione di passaggi estremi con le picche, sulla scalinata che porta all’appartamento del secondo piano.

Poi Giulio nel pomeriggio a salito la bellezza di due “brufoli” patagonici il Mirador del Condor e il Cerro de la Antenna.    

Sveglia ore 05.30, tempo bello in paese, coperto il Torre, per un’altra volta il gruppo trekker accompagna gli arrampicatori nel duro compito del trasporto materiale, Gulio dà delle direttive tattiche sui tempi di percorrenza “in due ore siamo al campo De Agostini e in quattro al Norvegos (bivacco alla torre di Media Luna sotto il Torre)” con i carichi cosi suddivisi i sei salgono abbastanza spediti e nei tempi, come entrano sul ghiacciaio cominciano a diradarsi le nubi dal Fitz Roy e con sorpresa lo vedono completamente impiastrato di neve e ghiaccio, continuano intanto i loro pensieri vanno sulla decisione che devono prendere, proprio sotto alla parete ovest del Fitz si decide la rinuncia, continuano arrivando cosi al Norvegos, il Torre è sempre coperto di fronte il Fitz Roy con la sua maestosa parete ovest si fa vedere completamente ghiacciato molto diverso da quando l’hanno salito. Arrivati a questo punto salutano il Cerro Torre e gli si dà appuntamento alla prossima volta, a! i tempi di Giulio? perfetti Chalten al bivacco sotto il Torre in sei ore.

Il ritorno abbastanza veloce e arrivati al paese, dopo tredici ore e quarantacinque km percorsi, si pensa subito al ristorante per una succulenta parilla (grigliata mista di carne), anche la sera il Torre resta coperto e con un pò di rammarico si parla di programmi dei prossimi giorni, si prevede la salita del Cerro Solo, l’ultima del gruppo ed entusiasti di poterla affrontare tutti assieme.

Nuove foto con alcuni primi piani dei nostri Climbers e Trekkers, momenti di relax e l’ultimo tentativo alla Aguja Poincenot.

Sogno Verticale Photo Gallery.

Ciao!!

Ieri sera abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un evento emozionante: usciti dalla “Cervezeria Artesanal” abbiamo subito notato in cielo uno strano pennacchio luminoso; dopo un primo smarrimento abbiamo subito realizzato che si trattava di una grossa cometa! Siamo allora corsi a casa per immortalare l’evento su pellicola.. e visto che ci prendete magari per visionari pubblicheremo le fotografie prossimamente!
Oggi nuovamente giornata di riposo. Mentre el Trota, el Giulio ed el Luca sono andati a fare i turisti a El Calafate per acquistare souvenir da portare ai propri cari, El Audi, el Alberto ed el Demis sono rimasti a El Chalten a riposare e a fare anche loro acquisti nei mercatini locali. A El Chalten la giornata si svolge così: acquisto di souvenir, succulento pranzo innaffiato di birra nera e poi alle prese con internet e le previsioni del tempo. Alle 16,00 con stupore, il gruppo di El Calafate rientra e dopo un piccolo summit si decide che domani ci porteremo sotto il Torre per vedere la situazione, nel caso fosse tutto OK, il gruppo arrampicata si porterà sulla spalla per provare nella giornata di venerdì l’ultimo assalto alla cima, mentre i Trekkers rientreranno a El Chalten e proveranno o venerdì o sabato la cima Cerro Solo, tanto desiderata. Abbiamo notizie fresche, del terzo gruppo, sono a Puerto Natal e stanno bene, domani si porteranno nel gruppo delle torri del Paine.
Cogliamo questa occasione per fare i nostri complimenti a Giulio: le sue poesie allietano le nostre giornate. Avrebbe potuto avere un futuro anche come uomo di lettere, invece è il nostro “Spezial”. Vediamo che il nostro sito è proprio visitato da molte persone, siamo veramente contenti e Vi ringraziamo tutti, le Vostre parole di incoraggiamento ci trasmettono veramente delle belle sensazioni.
Abbiamo saputo che è arrivata un po’ di neve: allora forse il raduno si farà ???? Noi siamo pronti!!!!

Sveglia ad ore 10.00 con brioches calde e caffè grazie a Giulio,ormai ci accudisce come figli, fuori piove c’è chi fa bucato e tenta di asciugare gli indumenti e altri scelgono e sistemano le foto da pubblicare sul sito (cosa molto ardua vista la connessione), ieri sera c’è stato un temporale con tuoni e fulmini gli abitanti del posto si stupiscono di un tempo così, dicendo che è proprio molto caldo.

Pranzo leggero al Patagonicus per una parte del gruppo, l’altra decide di rimanere a digiuno.

Nel pomeriggio invece Luca, Alberto e Demis vanno a farsi fare un massaggio defaticante e rilassante dalla massaggiatrice del paese mentre (fantastica donzella intorno ai 100 kg) gli altri fanno passare il tempo chi navigando in internet, chi scrivendo mail, chi dormendo.

Per cena spaghetti alla puttanesca cucinati direttamente dallo Cheff  italiano Cazzolli Giulio in arte “PORCAPUTTANA”.

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